Il bacio dopo 20mila anni: meraviglia alle Grotte di Pertosa

Grotte di Pertosa: il bacio tra stalattite e stalagmite

Nelle Grotte di Pertosa, in provincia di Salerno, è possibile osservare l’ennesima testimonianza del fascino e della meraviglia della natura: il “bacio” tra una stalattite e una stalagmite, visibile nella foto diffusa il 28 novembre 2019 dalla pagina ufficiale delle Grotte di Pertosa e che è subito diventata virale.

L’immagine, di una bellezza estrema ed eterna, ha un potenziale simbolico enorme: le due concrezioni rocciose hanno, infatti, impiegato ventimila anni per congiungersi a testimonianza della poesia, della forza e del fascino della Natura.

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“Quello che è destinato ad unirsi, si unirà… in natura come nella vita” dice uno dei tanti fan della pagina. La suggestione è affascinante, in effetti.

Se ne potrebbe creare una storia, il mito di due amanti sfortunati destinati a ricongiungersi: del resto il luogo richiama alla mente tutto il fascino delle antiche leggende.

Non è la prima volta che le Grotte di Pertosa regalano emozioni simili, chi le ha visitate, almeno una volta nella vita, non ha potuto fare a meno di provare un brivido di esaltazione davanti alla maestosità della natura, ai suoi cunicoli affascinanti e misteriosi, agli antri silenziosi, alle alte volte maestose.

Le grotte di Pertosa: una delle tante meraviglie della Campania

Le grotte di Pertosa-Auletta si trovano nel massiccio dei Monti Alburni (ne scavano il versante Nord) e fanno parte del Geoparco “Cilento” (che comprende il Vallo di Diano e i Monti Alburni, appunto).

Il nome “Pertosa” deriva da “pertugio” (dal latino pertusus, participio passato di pertundere, “forare”), un riferimento ai tanti antri e alle innumervoli gallerie che scavano nella roccia della catena montuosa degli Alburni.

Il complesso carsico non lontano da Salerno rappresenta un unicum nel panorama della speleologia per almeno due motivi.

Il primo motivo per cui vale la pena concedersi una visita alle Grotte di Pertosa è che sono le uniche grotte non marine, in Italia, che ospitano un fiume sotterraneo navigabile, il Negro. L’altro motivo è che si tratta delle uniche grotte in Europa dove è possibile vedere i resti di un villaggio di palafitte del II millennio a.C.

Esplorate per la prima volta con finalità scientifiche tra il 1896 e il 1898, infatti, le grotte hanno rivelato la presenza di un villaggio dell’Età del Bronzo-Medio: vasellame e altri utensili mostrano che, a quel tempo, erano abitate da uomini che vi avevano costruito un villaggio di palafitte.

Patrimonio prezioso e fragile

Le Grotte di Pertosa sono cavità talmente complesse (si sviluppano per circa 3000 metri) che la loro reale estensione, ancora oggi, è ignota agli studiosi e a causa di ciò, non è stato possibile farne una mappatura completa: da qui il grande senso del mistero che avvolge questo meraviglioso luogo.

Rappresentano un vero e proprio gioiello nel cuore della terra campana, prezioso quanto fragile: ci vogliono cento anni, infatti, perché il calcare cresca di un solo centimetro. Ecco perché chi le visita deve far attenzione a non toccare le complesse e bellissime concrezioni rocciose: rischia di rallentare un processo di per sé fragilissimo.

Ed ecco perché il “bacio” della stalattite e della stalagmite (destinate a unirsi indissolubilmente per formare quella che i geologi chiamano “colonna”) è così importante.

Le grotte sede di culti religiosi

Le grotte ospitavano un culto dedicato a San Michele Arcangelo (di cui è ancora visibile un altare), ma non solo: secondo gli studiosi, le cavità sotterranee hanno ospitato, in tutto l’arco della loro storia, molti culti, anche precedenti a quelli cristiani, il che aggiunge altro fascino a questo meraviglioso complesso di cavità sotterranee, uno dei gioielli della Campania.

Il teatro naturale unico nel suo genere

Lo scenario magnifico e maestoso si è prestato, negli anni, a essere sfruttare come le quinte di un teatro naturale: nelle Grotte di Pertosa ha preso vita la Divina Commedia di Dante, con il pubblico che, seguendo il Sommo Poeta, ha potuto visitare tutti i gironi infernali, incontrando i personaggi più importanti della Commedia.

Ulisse e il suo viaggio nell’Ade è un altro degli splendidi spettacoli itineranti ospitati dalle grotte: la discesa di Ulisse negli Inferi alla ricerca dell’indovino Tiresia è un tema perfetto per l’atmosfera magica, antica e surreale delle grotte, che ospita un percorso che attraversa antri e cavità plasmati da Madre Natura in migliaia di anni e lungo il quale l’eroe ellenico troverà i fantasmi del suo passato.

Recentemente, invece, è stata la Guerra di Troia, una storia di amore, sangue, tradimenti, vendette, a essere protagonista del teatro nelle Grotte di Pertosa: durante lo spettacolo il pubblico segue gli attori che si spostano lungo un percorso che permette di godere del fascino mozzafiato delle grotte, mentre ascoltano le parole di Andromaca, principessa troiana e moglie di Ettore e uno dei racconti più belli e appassionanti della storia umana.

Laboratori nelle grotte: il tour per i ragazzi

Per i giovani e futuri geologi e speleologi, l’organizzazione turistica delle grotte offre innumerevoli e interessanti laboratori, che permetteranno ai ragazzi di comprendere la storia intrappolata fra le rocce, il fascino delle scienze della terra, le particolarità dei minerali, l’incredibile sistema dei fossili e l’evoluzione della vita.

Visite: cosa vedere

Visitare le Grotte di Pertosa è quasi d’obbligo per chi vuole cogliere appieno tutto il fascino della Campania. Aperte per la prima volta al pubblico nel 193, le grotte sono visitate ogni anno da circa 50.000 turisti e il numero è in costante crescita.

Il fascino della visita comincia nel magico silenzio che accoglie i visitatori al loro ingresso nella Sala delle Meraviglie. Subito dopo, su una speciale barca trainata per mezzo di un sistema di cavi d’acciaio che muovendosi lentamente preserva l’ecosistema della grotta, il pubblico prosegue fino al Grande Ingresso, quindi, attraverso un percorso costellato di rocce dalle forme complesse e supportati dalle guide, si giunge fino alla Sala del Trono e all’imponente Grande Sala, la cui altezza massima è di 24 metri.

Il percorso completo (lungo oltre un chilometro, compresi i 400 metri da percorrere in barca) prevede anche la visita alla Sala delle Spugne, alla grande Cascata Sotterranea fino ad arrivare all’incantevole Sala del Paradiso.

Qual è il clima migliore per visitare le grotte di Pertosa?

Qualsiasi clima va bene.

Sia che fuori l’aria sia torrida, sia che piova a dirotto, la particolarità delle Grotte di Pertosa è che al loro interno troverete comunque una temperatura costante di 16° e il livello delle acque interno non è condizionato dalla pioggia.

Fate soltanto attenzione a portare con voi scarpe comode, antiscivolo e una giacca: l’umidità è davvero tanta.