La Certosa la più grande d’Italia è a Padula

È uno dei complessi monumentali di arte barocca più importanti del Meridione e la prima certosa fondata in Campania.

Con un’estensione di circa 51.500 metri quadrati, è la più grande d’Italia e una delle maggiori in Europa. Il suo chiostro grande, ampio 15.000 metri quadrati, è il più grande al mondo.

Stiamo parlando della Certosa di Padula, conosciuta anche come la Certosa di San Lorenzo, che si trova a Padula, appunto, nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno.

Se siete alla ricerca di un luogo immerso in un solenne silenzio, tra architetture maestose, a pochi chilometri da Salerno, allora è qui che dovete venire.

La Certosa di Padula è una sontuosa testimonianza dell’arte barocca, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1998 ed uno dei maggiori attrattori turistici campani, con gli oltre 80.000 visitatori registrati nel 2017.

La storia della Certosa di Padula: da luogo di culto a campo di concentramento

È Tommaso II Sanseverino a dare il via ai lavori per la costruzione della Certosa di Padula, il 28 gennaio 1306, nei suoi stessi possedimenti: scopo del nobile è quello di ingraziarsi i sovrani angioini del Regno di Napoli.

La Certosa, infatti, sarebbe stata donata all’ordine religioso dei Certosini, francese come il re. Si tratta della seconda chiesa certosina nel Sud Italia, dopo quella di Serra San Bruno, in Calabria e il re francese non può che essere felice di questo dono!

Nel fondare il nuovo luogo religioso, però, non si può non tener conto del preesistente culto di San Lorenzo: la chiesa benedettina dedicata al santo è abbattuta per far posto alla Certosa, ma al Santo è d’obbligo dedicare la nuova costruzione.

Il feudo di Tommaso II Sanseverino si rivela subito un luogo ideale per la costruzione della Certosa: circondato da terre fertili, adatte a produrre tutto quello di cui i monaci avrebbero avuto bisogno, vino, olio, ortaggi, frutta, sia per vivere che per poterne ricavare denaro dalla vendita.

La Certosa di Padula, inoltre, rappresenta un importante snodo nelle vie commerciali che attraversano il Meridione: ed ecco il motivo per cui diventerà, negli anni, non solo un punto di riferimento religioso, ma anche economico per tutto il territorio circostante.

Quando, nel ‘600, la casata dei Sanseverino si estingue, la Certosa di Padula passa in mano ai monaci, che ereditano anche i terreni circostanti. Da questo momento inizia il periodo di massimo splendore per la Certosa.

Nel corso del ‘700, la Certosa, che era nata come chiesa gotica, subisce una serie di rimaneggiamenti che la trasformano in uno dei più illustri simboli dell’arte barocca nel Regno di Napoli.

Caserma prima e campo di prigionia più tardi

Ma la vita della Certosa di Padula cambia bruscamente nell’800, quando durante il governo di Murat, l’ordine certosino viene soppresso e il complesso religioso adibito a caserma: è in questo periodo che la Certosa perde la maggior parte delle sue incredibili opere d’arte, fra cui oltre un centinaio di dipinti.

Anche dopo il ripristino dell’ordine certosino e sotto il nuovo regno Borbonico, la Certosa di Padula non riesce a raggiungere la ricchezza dei secoli precedenti e la vita dell’ordine religioso nel complesso monumentale si protrae fino a poco dopo l’Unità d’Italia, quando l’ordine è nuovamente soppresso e deve abbandonare la Certosa.

Durante le due guerre mondiali, la Certosa di Padula conosce ancora un’altra vita: ormai abbandonata, diventa campo di prigionia e concentramento.

La bellezza dell’arte barocca

Chi visita per la prima volta la Certosa di Padula non può fare a meno di rimanere ammirato dalla varietà di colori delle eleganti decorazioni, dai bellissimi affreschi, dai pavimenti in ceramica vietrese e dagli splendidi cori lignei.

La pianta ricorda la graticola sulla quale San Lorenzo fu torturato e ucciso, il complesso formato dalla chiesa e da 350 camere, 13 cortili, 51 scale e 41 fontane, è circondato da una muraglia lunga più di due chilometri.

Come tutte le certose, anche questa prevede due zone adibite a scopi diversi: la Casa Bassa e la Casa Alta.

Nella Casa Bassa si trovano i locali dedicati alla produzione, al sostentamento, al lavoro, alla gestione: le scuderie, la lavanderie, il deposito di granaglie, le speziere, le stalle, la farmacia e le officine. Gli ambienti affacciano su un cortile interno, che era adibito a luogo d’incontro con l’esterno.

La Casa Alta, invece, è il luogo più riparato, dove risiedevano i monaci, un complesso di sale destinate alla meditazione e alla preghiera, dove regna un silenzio profondo.

Uno dei luoghi più suggestivi della Certosa è il Chiostro Grande che coi suoi due portici e gli 84 archi è il più grande al mondo: si tratta della zona di raccordo fra il cuore del monastero e l’esterno, spazio suggestivo nel quale si può respirare un’atmosfera di forte contemplazione.

Tutt’intorno alla Certosa, si sviluppano, invece, gli splendidi giardini, che rendono questo gioiello dell’architettura barocca uno scrigno di silenzio e solennità immerso nella natura.

Il folklore legato alla Certosa di Padula

Una delle più note leggende legate alla Certosa di Padula si riferisce alla visita del re Carlo V, che, tornando dalla battaglia di Tunisi nel 1535, vi soggiornò con il suo esercito.

Fu in quest’occasione che i monaci, per accogliere il sovrano, decisero di preparare una frittata con mille uova.

La Certosa di Padula al cinema

Vero e proprio gioiello architettonico, la Certosa di Padula si è trasformata più volte inset cinematografico: compare in ‘C’era una volta’, film del 1967 di Francesco Rosi con Sophia Loren ed Omar Sharif, pellicola ambientata durante la dominazione spagnola e nella quale si fa cenno alla famosa frittata da mille uova e in ‘Cavalli si nasce’, pellicola del 1989 di Sergio Staino con David Riondino e Paolo Hendel, film ambientato in epoca Borbonica.

Perché visitarla

La Certosa di Padula, assieme a quella di San Martino di Napoli e di San Giacomo di Capri, fa parte di un suggestivo e imperdibile itinerario religioso e artistico che ha lo scopo di far conoscere alcuni luoghi meravigliosi della Campania e che è perfetto per chi ama i luoghi silenziosi e immersi in un’atmosfera di antica e serena spiritualità.